SONO STATO ALL'INFERNO
di
Angleo Emiliani
Alessandro Ancarani
di
Angleo Emiliani
Alessandro Ancarani
TESTIMONIANZE CONTRO LA GUERRA DAL LAVORO COATTO NEI LAGER NAZISTI
08 settembre 1943 l'Italia firma l'armistizio... sembra tutto finito, invece inizia il panico. Nel marasma generale dovuto all'imminente sconfitta tedesca i soldati del nostro esercito non riescono a rendersi conto di cosa stia succedendo, e i più si ritrovano su un vagone bestiame stipati come bestie, direzione: campi di concentramento.
Inizia il calvario di tanti nostri giovani partiti presso che ragazzi e tornati uomini, forgiati dalle esperienze più atroci.
Nel febbraio del 1999 dopo circa 55 anni dagli avvenimenti narrati dal libro il parlamento tedesco decide di risarcire gli ex internati costretti ai lavori forzati nei campi nazisti. Coloro che sono ancora in vita si recano negli appositi uffici al fine di vedersi ricompensare, anche solo simbolicamente il lavoro prestato in schiavitù per la macchina bellica tedesca (che poi alla fine non accadrà, perchè stranamente quasi nessuno era dotato dei requisiti necessari per l'indennizzo).
A parte la premessa a mio avviso leggermente patetica, e palesemente schierata, il libro ha un gran merito, è riuscito a far riemergere ricordi e avvenimenti di gente che per paura di non essere creduto, per il dolore del ricordo o vergogna per le condizioni in cui si erano ridotti, fino ad allora avevano taciuto la loro esperienza di deportati.
Un bel libro, da leggere col cuore in mano e meditare... e se fisse capitato a noi come avremmo reagito?
Noi abituati all'opulenza che abbiamo oggi? Penso che troppo spesso sottovalutiamo ciò che abbiamo... e pensare che a quei ragazzi, mancava il cibo, i vestiti, la casa e la famiglia, la libertà e lottavano per sopravvivere per un giorno ricominciare a vivere.
08 settembre 1943 l'Italia firma l'armistizio... sembra tutto finito, invece inizia il panico. Nel marasma generale dovuto all'imminente sconfitta tedesca i soldati del nostro esercito non riescono a rendersi conto di cosa stia succedendo, e i più si ritrovano su un vagone bestiame stipati come bestie, direzione: campi di concentramento.
Inizia il calvario di tanti nostri giovani partiti presso che ragazzi e tornati uomini, forgiati dalle esperienze più atroci.
Nel febbraio del 1999 dopo circa 55 anni dagli avvenimenti narrati dal libro il parlamento tedesco decide di risarcire gli ex internati costretti ai lavori forzati nei campi nazisti. Coloro che sono ancora in vita si recano negli appositi uffici al fine di vedersi ricompensare, anche solo simbolicamente il lavoro prestato in schiavitù per la macchina bellica tedesca (che poi alla fine non accadrà, perchè stranamente quasi nessuno era dotato dei requisiti necessari per l'indennizzo).
A parte la premessa a mio avviso leggermente patetica, e palesemente schierata, il libro ha un gran merito, è riuscito a far riemergere ricordi e avvenimenti di gente che per paura di non essere creduto, per il dolore del ricordo o vergogna per le condizioni in cui si erano ridotti, fino ad allora avevano taciuto la loro esperienza di deportati.
Un bel libro, da leggere col cuore in mano e meditare... e se fisse capitato a noi come avremmo reagito?
Noi abituati all'opulenza che abbiamo oggi? Penso che troppo spesso sottovalutiamo ciò che abbiamo... e pensare che a quei ragazzi, mancava il cibo, i vestiti, la casa e la famiglia, la libertà e lottavano per sopravvivere per un giorno ricominciare a vivere.
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