Penso che il buon senso stia diventando una cosa sempre più rara. Purtroppo, (o forse sono troppo esigente io) mi trovo ad essere circondata da gente che fa un sacco di cose a vanvera: come parlare, intervenire e... riderere. Soprattutto quest'ultima suscita in me molta pena, perchè il "ridere a vanvera" a mio avviso altro non è che sinonimo di insicurezza e palese disagio. Ogni volta che lo sento fare, e purtroppo ultimamente TROPPO SPESSO. La mia mente va a LEONCAVALLO e alla sua aria "RIDI PAGLIACCIO" e mi viene pure da canticchiala.
I Pagliacci
Testo e musica di RUGGIERO LEONCAVALLO
| Personaggi: | Nedda, attrice da fiera, moglie di... (nella commedia Colombina) |
La scena si passa in Calabria presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto.
Epoca presente, fra il 1865 e il 1870
CANIO
Recitar! Mentre presso dal delirio
non so più quel che dico e quel che faccio!
Eppur è d'uopo... sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se' Pagliaccio!
Vesti la giubba e la faccia infarina.
La gente paga e rider vuole qua.
E se Arlecchin t'invola Colombina,
ridi, Pagliaccio... e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo e'l dolor...
Ridi, Pagliaccio, sul tuo amore in franto!
Ridi del duol t'avvelena il cor!
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